Notizie da S.M. Leuca

No all’albergo per anziani. Il Consiglio di Stato dà ragione al Comune

Il supremo organo di giustizia amministrativa ha rigettato l'appello di un imprenditore che voleva realizzare una struttura ricettiva su un terreno sottoposto a vincolo paesaggistico. L'ente si è opposto alla richiesta di variante

Una campagna di Gagliano (foto da Facebook).

GAGLIANO DEL CAPO – Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di un imprenditore di Gagliano del Capo che voleva realizzare un albergo per anziani su una zona agricola sottoposta a vincolo paesaggistico.

Il costruttore puntava sull’equiparazione con una struttura ricettiva, tipologia che in base ad una norma del 1998 può essere autorizzata in deroga come attività produttiva. Ed in effetti, in fase di istruttoria, la relativa pratica aveva superato la valutazione della Conferenza dei servizi. Il consiglio comunale, però, aveva rigettato la richiesta di variante urbanistica sia per tutelare lo stato dei luoghi sia perché non si condivideva  che il fatto una struttura che sarebbe stata dedicata ai soli anziani potesse essere associata ad un albergo. Già in primo grado, il Tar di Lecce aveva dato ragione all’istituzione ma la controparte è ricorsa al Consiglio di Stato. In quella sede, l’avvocato Pietro Quinto ha ribadito le ragioni di merito e di legittimità che impedivano che l’istanza di variante venisse accolta,  così come la competenza esclusiva dell’assise cittadina nel determinare deroghe agli strumenti urbanistici. 

Con la sentenza pubblicata quest’oggi il Consiglio di Stato, nel dare ragione al Comune di Gagliano, ha affermato innanzitutto che non può essere fatto rientrare nella qualificazione alberghiera una struttura ricettiva “destinata unicamente a clienti deputati a fruire della struttura in base alla avanzata età (peraltro non facilmente determinabile dal punto di vista fisiologico)”, ma ha ribadito anche alcuni principi di diritto che hanno una valenza di carattere generale come il fatto che nella valutazione di tipo urbanistico di competenza dei consigli comunali rientrano anche “le ragioni di tutela dell’ecosistema, dell’antropizzazione del territorio e più in generale di una razionale gestione delle aree di cui si compone l’ambito comunale”.

Il supremo organo della giustizia amministrativa ha stabilito che quando l’amministrazione comunale individua elementi contrari all’insediamento per la lontananza dell’abitato, per l’insufficienza dei servizi, per le connotazioni agrarie del territorio, non fa altro che esprime valutazioni “urbanistico-ambientali” che motivano adeguatamente il diniego. L’imprenditore è stato condannato al pagamento delle spese legali.

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