Notizie da S.M. Leuca

“Giù le mani dal parroco”. Leuca si mobilita per reggente del Santuario

La diocesi di Ugento ha disposto il trasferimento di Don Giuseppe Stendardo da vent'anni alla guida della Basilica "De Finibus Terrae". Cittadini e fedeli non ci stanno è costituiscono un comitato a difesa dello storico prete

Il parroco don Giuseppe Stendardo durante la messa per i 50anni di sacerdozio.

CASTRIGNANO DEL CAPO - Una preghiera accorata e un’invocazione, quasi solenne. La comunità di Santa Maria di Leuca fa quadrato intorno al rettore del santuario De Finibus Terrae e dice no al suo trasferimento già programmato nell’agenda della diocesi territoriale. “Giù le mani dal nostro parroco”, il messaggio chiaro e deciso inneggiato dal costituendo “Comitato spontaneo pro Don Giuseppe Stendardo” che raggruppa una miriade di fedeli e cittadini della nota e frequentatissima  frazione di Castrignano del Capo, che chiedono vivamente di soprassedere almeno per i prossimi tre anni alla sostituzione del reggente della basilica di piazza Giovanni XXIII. Una mobilitazione sontuosa e pacifica che intende sensibilizzare il vescovo della diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca, monsignor Vito Angiulli, a fare retromarcia e congelare il trasferimento in altra sede del parroco che è diventato l’emblema della comunità della marina di Leuca. Don Giuseppe Stendardo, 75anni, nativo di Ruggiano, è da oltre vent’anni il reggente del Santuario che si erge sul promontorio della terra dei due mari e la scorsa estate ha festeggiato l’anniversario dei cinquant’anni di sacerdozio. Più che un prete, una vera istituzione da quelle parti.

La notizia di un suo avvicendamento da parte della Curia vescovile ha generato qualche malumore di troppo nei confronti della comunità più sensibile e legata all’opera pastorale di Don Giuseppe. Da qui la decisione di creare un comitato spontaneo di fedeli e cittadini che ha intenzione di far rimanere al suo posto don Giuseppe Stendardo, magari per traghettare il suo mandato sino alla conclusione naturale con il “licenziamento” dalla reggenza della basilica di Leuca per raggiunti limiti di età. Nulla ovviamente di personale nei confronti del sostituto designato dalla diocesi per la sostituzione alla guida della basilica di Leuca, ovvero Don Gerardo Antonazzo, già parroco della Chiesa di Sant’Andrea apostolo di Presicce. Ma i promotori del comitato e i fedeli ritengono “doveroso” che il Santuario resti nelle mani di don Giuseppe artefice principale della visita di Papa Benedetto XVI a Santa Maria di Leuca e, affinchè questo evento rimanesse nella memoria dei cittadini di tutto il territorio, ha fatto porre una statua in bronzo nel luogo in cui il Santo Padre ha celebrato la Messa.

L'ingresso del Santuario di Leuca-2-2Non solo, per dar forza alla loro mission, i promotori del Comitato hanno inteso rammentare alcuni degli interventi e delle opere meritorie riconducibili in questi ultimi vent’anni alla reggenza di Don Giuseppe Stendardo. “E’ lui che si è impegnato per far erigere il Santuario a Basilica minore” scrivono dal comitato, “ha fatto sì che l’edificio venisse completamente ristrutturato a causa delle pessime condizioni in cui versava, ha creato l’Altare basilicale, la Cappella del Santissimo, la Cappella della Madonna, la sagrestia e l’ufficio parrocchiale. Ha, inoltre, fatto costruire tre portoni in bronzo per l’ingresso.

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“Ma la sua attività non si è limitata solo al recupero e alla valorizzazione del santuario” proseguono dal comitato pro don Giuseppe, “bensì si è premurato di far ingrandire la casa per gli anziani, ne ha ristrutturato i locali, ha costruito una sala che ospitasse i pellegrini e che fungesse anche da sala conferenze, ha restaurato la casa per ferie e spiritualità, ha sistemato il piazzale antistante il Santuario, lo ha dotato di servizi igienici e realizzato una Via Crucis monumentale con statue in bronzo su un’area di oltre 2 km. Importante anche l’attività a favore dell’arte. Don Giuseppe, infatti, ha dato vita ad un museo di scultura e di arte contemporanea con oltre 150 opere di valore inestimabile e una pinacoteca contenente oltre 200 quadri. Inoltre, ha restituito visibilità al Santuario facendo trasmettere più volte sia in mondovisione che in diretta su Rai 1 e Rete 4 la Santa Messa della domenica e, anche grazie a queste iniziative, ogni anno circa un milione e mezzo di pellegrini, provenienti da ogni parte del mondo, vi si reca”. La comunità prega e spera. E ora l’ultima parola spetta alla diocesi. Il destino del parroco del Santuario di Leuca è nelle mani del vescovo, monsignor Angiulli.  

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