Notizie da S.M. Leuca

Litorale martoriato, iniziata la conta dei danni. Confronto con sette sindaci

Per un primo bilancio bisogna ancora attendere ma il territorio costiero è stato messo a dura prova. A Palazzo Gallone, a Tricase, vertice con il presidente della Provincia

La chiesa di Marina Serra.

MARINA SERRA/TRICASE PORTO – I segni della furia del vento sono tutti lì, sparsi a ridosso delle strade tra Marina Serra e Tricase Porto, uno dei punti della costa levantina maggiormente colpiti dall’ondata di maltempo che si è abbattuta con una violenza notevole, sradicando alberi, scoperchiando tetti, abbattendo segnali stradali e cartelloni pubblicitari. La caduta dei tronchi ha distrutto muri e recinzioni, sono state danneggiate anche le piccole chiese delle due marine.

Il video: un paesaggio spettrale

Le forze dell’ordine presidiano le strade – tre sono state chiuse per motivi di sicurezza – mentre la protezione civile e il personale delle società dei pubblici servizi verificano e ripristinano per quanto possibile. I proprietari delle abitazioni estive e i titolari degli esercizi commerciali e delle strutture ricettive fanno intanto la conta dei danni. Ma per un primo bilancio bisognerà attendere ancora.

Intanto, per iniziare ad avere una visione d’insieme di quanto accaduto ieri, si è tenuto alle 12.30 un vertice nella sede del Comune di Tricase, su convocazione del presidente della Provincia, Stefano Minerva. Hanno partecipato i sindaco dei comuni di Corsano, Tiggiano, Patù, Gagliano del Capo, Andrano, Diso e Tricase.

“Abbiamo ritenuto opportuno convocare questo primo tavolo di confronto per coordinare tutti gli enti interessati sul da farsi per fronteggiare l’emergenza – ha commentato a margine Minerva - e per avviare anche le procedure per la richiesta di risarcimento dei privati. Il compito della Provincia sarà quello di essere cerniera istituzionale fra amministrazioni e istituzioni superiori. Nelle prossime ore, grazie al lavoro della prefettura, si riunirà il tavolo di coordinamento al fine di raccogliere tutte le informazioni necessarie sulle stime dei danni subiti da pubbliche amministrazioni e privati”.

Ernesto Abaterusso, capogruppo di Leu-Progressisti in consiglio regionale e profondo conoscitore del Capo di Leuca, essendo stato a lungo sindaco di Patù (ora lo è il figlio, Gabriele), chiede al governatore Emiliano di attivarsi per arrivare alla dichiarazione di stato di calamità naturale: “Il violento nubifragio e la tromba d’aria abbattutisi nelle scorse ore sul Capo di Leuca, con Tricase, Corsano e Patù come centri più colpiti, ha messo in ginocchio un intero territorio compromettendo seriamente le località costiere così come l’entroterra, mettendo a rischio strade e infrastrutture oltre a chiese, civili abitazioni, ma anche tantissime attività economiche e aziende agricole. Il tutto a pochi giorni di distanza dall’altra ondata di maltempo che ha colpito la provincia di Lecce, in particolare i centri di Taurisano, Parabita e Ugento. È necessario che la Regione si attivi con urgenza per reperire risorse necessarie a permettere ai territori colpiti di far fronte ai danni subiti a causa del maltempo in tempi rapidi”. 

Secondo Cristian Casili, del gruppo M5S in Regione, è importante, ai fini del riconoscimento da parte del ministero delle Politiche Agricole dello stato di calamità, l’accertamento dei danni alle attività agricole da parte dell’Ufficio Provinciale per l’Agricoltura. “Il Salento sta vivendo episodi meteorologici estremi, che non si ricordano in passato – ha osservato l’esponente pentastellato - perché il clima si sta tropicalizzando e i cambiamenti climatici impongono una riflessione che non può più attendere. Il tema dell’ambiente deve tornare al centro dell’agenda politica regionale. Per ciò che mi compete questa settimana, mi recherò personalmente nelle zone colpite dal maltempo per toccare con mano quanto è successo e parlare con i cittadini per capire insieme cosa si possa fare per il territorio”.

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Commenti (5)

  • Mi trovavo nella parte alta di Tricase Porto in quei momenti. Ho notato il mostro avvicinarsi quando era ancora lontano, ma mai avrei pensato che potesse avere una simile potenza distruttiva. Solo quando me lo sono trovato davanti, a poche decine di metri, ho compreso che non fosse una semplice tromba d'aria. Fortunatamente, il posto dove mi trovavo è stato solamente sfiorato dalla forza del vortice e ho potuto osservare dall'alto il suo passaggio sulla marina. Terrificante, a dir poco.

  • ovviamente emilianucolo non c'era , troppo lontano andare fino a Tricase, se si fosse verificato a Gravina o ad Andria era presente sicuro con panza e soldi, qui manda lo scagnozzo minerva e non caccerà fuori na lira come al solito...chiedete pure lo stato di calamità tanto non se ne fottono niente, come al solito...

  • Declassare a semplice “Tromba d’aria” un vero e proprio Tornado, significa ignorare la realtà. Inoltre qualsiasi politica ambientale, applicata solo in Italia, non sortirà alcun effetto a livello globale, se non mettere a posto la nostra coscienza. È come la lotta per ridurre la plastica nel mediterraneo: noi possiamo adottare tutti i criteri possibili, ma se non fanno la stessa cosa le decine di nazioni che si affacciano su questo mare, di plastica in acqua ne vedremo a iosa.

  • Da notare come con grande disinvoltura si notano questo passaggi notarili della poltrona a sindaco tra padri e figli quasi che il comune di patù è come la casa di proprietà Abaterusso ex sindaco a lungo di patù snocciola consigli tanto sulla poltrona di patù ce il figlio...è come dovendo ospitare degli ospiti a casa mia ma nn avendo posto dispongo di quella di mio figlio come se fosse mia...

  • Mi auguro che da questo evento qualcuno inizi a pensare per le politiche ambientali

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