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Porto di Leuca: in prefettura si cercherà mediazione

Difficile la trattativa fra le posizioni di Igeco ed i 200 pescatori che temono per il proprio futuro. Sullo sfondo, la concessione della Regione alla società mista delle strutture. Nuove proteste

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Sono giorni convulsi quelli che si vivono al porto di Santa Maria Leuca. Una vicenda dai toni polemici duri, con momenti per certi versi drammatici, in cui non sono mancati anche gli scontri, i malori, gli accenni di rissa. Da un lato, i pescatori, che si sentono defraudati, dall'altro la società che rivendica i propri diritti sulla concessione regionale. Questa mattina i pescatori locali, i quali sono ora sostenuti anche dai colleghi giunti da Gallipoli, hanno bloccato, in segno di protesta, l'auto con a bordo Tommaso e Cinzia Ricchiuto, i vertici della Igeco, che avrebbero voluto raggiungere gli uffici del "Porto turistico". Il cordone s'è dileguato soltanto quando dalla prefettura di Lecce non è giunta una comunicazione per un invito alla trattativa fra i "contendenti", insieme all'assessore regionale Guglielmo Minervini. Domani l'incontro per cercare di arrivare ad un difficile accordo che sciolga i nodi della questione. Ma intanto il legale dei Ricchiuto, Angelo Pallara, starebbe valutando l'opportunità di procedere nei confronti dei manifestanti.

La vibrante protesta, che coinvolge più di 200 fra operatori del porto e pescatori di Leuca, nasce con l'aggiudicazione della concessione demaniale marittima dell'area, per 50 anni, da parte dell'ente regionale, alla società mista (51 per cento Igeco, Comune di Castrignano del Capo socio minoritario), che implicherebbe lo sgombero delle strutture usate fino ad oggi da chi in precedenza ne deteneva la concessione, fra cui la "Colaci mare". Secondo i pescatori poche sarebbero le garanzie per il proprio futuro ed è per questo non esitano a puntare l'indice contro la Regione Puglia. Ieri alcuni momenti particolarmente difficili, con le forze dell'ordine che, per motivi di ordine pubblico, hanno ostacolato gli operai della Igeco ed i vertici di quest'ultima che hanno a loro volto ritenuto illegittima la presa di posizione, considerata la detenzione della concessione.

L'onorevole Teresa Bellanova ed il consigliere regionale Antonio Buccoliero, nel frangente, hanno tentato di compiere una prima mediazione. "È auspicabile che possa prevalere il buonsenso nella vicenda del porto di Leuca e che si trovi un punto di equilibrio nel pieno rispetto delle parti coinvolte", aveva dichiarato a tale proposito Buccoliero. "Si tratta di una vicenda delicata che merita di essere dibattuta nelle sedi opportune, cercando di trovare un punto di accordo tra posizioni che, al momento attuale, appaiono inconciliabili. Mi auguro vivamente che il senso di responsabilità delle parti in causa, prevalga sulle polemiche e sulle azioni di forza: il Capo di Leuca può e deve rappresentare una grande risorsa per lo sviluppo e l'economia dell'intero Salento, in un percorso che veda tutti impegnati, senza penalizzazioni e contrasti. Il confronto resta l'unica via da percorrere, se si ha veramente a cuore il futuro di Leuca e del suo porto".

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E se Buccoliero si mantiene su una sostanziale posizione d'equilibrio, l'Italia dei valori si schiera apertamente con i manifestanti, facendo sapere, per voce del componente del dipartimento tematico nazionale "Tutela del consumatore" Giovanni D'Agata, di unirsi "al coro di protesta dei pescatori, degli operatori portuali della darsena di Leuca e delle loro famiglie che denunciano una grave violazione dei diritti civili da loro subita. Duecento di loro saranno espropriati dal proprio luogo di lavoro che da sempre è stata la fonte di sostentamento. La società aggiudicatrice della concessione demaniale marittima dell'area portuale rilasciata dalla Regione Puglia con scadenza cinquantennale, ha avviato le operazioni di rimozione delle strutture utilizzate dai precedenti concessionari, nel frattempo sfrattati. Una vera doccia fredda per i pescatori di Leuca - commenta D'Agata - che dovranno fare le valigie insieme alle loro famiglie e lasciar spazio ai panfili dei milionari. "Italia Dei Valori interviene affianco i pescatori per prevenire che intere famiglie siano costrette a restare senza fonti di sostentamento perché ritiene che lo sviluppo turistico si possa coniugare con le attività tradizionali dei pescatori. Tutto questo è inaccettabile. Lottare al fianco dei lavoratori e delle loro famiglie significa rivendicare i diritti basilari per una vita dignitosa per tutti". E a tale proposito il senatore salentino Pino Caforio preannuncia un'interrogazione parlamentare.

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