Notizie da S.M. Leuca

Sul Santuario di Leuca Pellegrino chiede verifiche

Il presidente della Provincia vuole valutare se il previsto ampliamento deciso dal Comune risulta compatibile con le normative in merito alle aree inserite nel Parco Otranto-Santa Maria di Leuca

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Una nuovo tassello si aggiunge alla controversa vicenda del progetto di ampliamento del santuario di Santa Maria di Leuca. Il presidente della Provincia Giovanni Pellegrino, ha comunicato oggi, tramite una nota inviata all'architetto Massimo Evangelista, dirigente del Servizio pianificazione e gestione territoriale, di voler valutare la sua compatibilità alla normativa e la conformità con il "Piano territoriale di coordinamento provinciale". Di fatto, il presidente intende verificare se i lavori interesseranno le aree inserite nel Parco Otranto-Santa Maria di Leuca. "Apprendo dalla stampa che la Giunta comunale di Castrignano del Capo avrebbe dichiarato di pubblica utilità un progetto di ampliamento del Santuario in oggetto e che il Consiglio dello stesso Comune avrebbe adottato un'apposita variante allo strumento urbanistico generale", scrive Pellegrino nella sua nota. E aggiunge: "Ritengo opportuno che il Servizio acquisisca dal Comune di Castrignano copia delle due deliberazioni e dei presupposti atti tecnici per verificare se il previsto ampliamento interessi o meno aree inserite nel Parco Otranto-Santa Maria di Leuca approvato con legge regionale. E ciò al fine: nell'affermativa, di valutare se il progetto sia o meno conforme alla normativa transitoria recata dalla legge-provvedimento istitutiva del Parco; nella negativa e comunque, la compatibilità con il nostro Ptcp dell'adottata variante allo strumento urbanistico comunale", conclude.

Le polemiche vanno avanti ormai dal novembre del 2007, e vedono schierati da un lato il comune di Castrignano del Capo, intenzionato a realizzare l'ampliamento del Santuario descrivendolo "di pubblica utilità", e dall'altra la sede salentina di Italia Nostra, l'associazione onlus che si occupa della tutela del patrimonio storico, artistico e naturale. L'associazione, nella veste dei suoi rappresentanti, aveva chiesto al Comune di Castrignano di partecipare alla fase amministrativa, in modo da porre in evidenza i vincoli e le possibili conseguenze relative alla realizzazione del progetto, ma -da quanto emerge da una loro recente nota -, questo coinvolgimento non ci sarebbe stato.

Il progetto, nella sua forma attuale, è stato quindi approvato dal Consiglio comunale con la delibera del 28 novembre scorso. Le principali motivazioni sostenute da Italia Nostra, sottolineano come l'opera andrebbe a deturpare una zona sottoposta a vincoli paesaggistici, ossia quella del parco Otranto-Santa Maria di Leuca, e in ogni caso, viste le sue caratteristiche (l'edificio dovrebbe caratterizzarsi per 2mila e 600 metri quadrati di estensione, 22 mila metri cubi di volume e 13 metri d'altezza), andrebbe a modificare irrimediabilmente una zona dall'immenso valore storico, artistico e culturale. Nelle dichiarazioni di Italia Nostra, viene inoltre sottolineato come la polemica non abbia alcuna declinazione in senso anti-religioso, e anzi individua proprio nella necessità di mantenere la spiritualità del luogo, un altro dei motivi che hanno fatto esplodere le proteste.

Al grido di "A Leuca e nel Salento più preghiere e meno cemento", Italia Nostra ha realizzato nel corso di tutto il 2008, e in particolare in occasione della recente visita del papa a Leuca, una campagna di sensibilizzazione sull'argomento, mentre la risposta al suo appello da parte di personalità rilevanti nell'ambito del panorama locale (fra cui registi Edoardo Wispeare e Massimo Fersini, il gruppo musicale dei Sud Saund System, i parlamentari Gianni Mattioli e Massimo Scalia, il presidente del Csv Salento Luigi Russo, il presidente regionale di Legambiente Francesco Tarantini), a dato alla questione un'ampia rilevanza mediatica, probabile principale responsabile dell'interessamento diretto del presidente della provincia. Ora la delibera del progetto dovrà essere consegnata alla Provincia, in modo che venga verificata la sussistenza dei criteri di legittimità dell'atto.

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